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“Volevo ucciderlo” l’odio di Will Smith per il padre

L’attore si racconta senza veli in un libro di memorie

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Amato dal pubblico, grande attore del cinema, Will Smith riesce ad essere credibile in qualunque ruolo, dal suo esordio giovanissimo con la sit-com Willy-Il principe di Bel Air, fino all’insuperabile Io sono leggenda. Ma come tantissime star anche Smith ha una storia familiare pesante, e ne ha parlato in un libro di memorie di prossima uscita.

Il difficile rapporto con il padre

Come riporta l’estratto uscito su People, l’attore oggi 52enne, ma sempre affascinante, ha talmente odiato il padre William Carroll Smith Sr ad un certo punto della vita che avrebbe voluto che morisse. Il suo odio è cominciato dopo averlo visto picchiare sua madre Caroline Bright quando lui era ancora un bambino:

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Mio padre era violento, ma lo era anche ad ogni partita, recita e spettacolo. Era un alcolizzato, ma era sobrio ad ogni prima di tutti i miei film.

Quando avevo nove anni, ho visto mio padre prendere a pugni mia madre su un lato della testa così forte che è collassata. L’ho vista sputare sangue. Quel momento in quella camera da letto, probabilmente più di ogni altro momento della mia vita, ha definito chi sono.

E spiega:

In tutto quello che ho fatto da allora – i premi e i riconoscimenti, i riflettori e l’attenzione, i personaggi e le risate – c’è stata una sottile serie di scuse a mia madre per la mia inazione quel giorno. Per averla delusa quel momento. Per non aver tenuto testa a mio padre. Per essere stato un codardo.

Il lato oscuro

(Immagine: Rex)

I genitori hanno divorziato nel 2000, anni dopo il papà si è ammalato di cancro e Will se n’è preso cura:

Una notte, mentre lo trascinavo delicatamente dalla sua camera da letto verso il bagno, un’oscurità è sorta dentro di me. Il percorso tra le due stanze passa in cima alle scale. Da bambino mi ero sempre detto che un giorno avrei vendicato mia madre. Che quando sarei stato abbastanza grande, abbastanza forte, non più un codardo, l’avrei ucciso. Mi sono fermato in cima alle scale. Potevo spingerlo giù e farla franca facilmente. Mentre decenni di dolore, rabbia e risentimento scorrevano e poi si allontanavano, ho scosso la testa e ho proceduto a portare papà in bagno.

L’uomo è morto nel 2016, e Will sostiene che sia più importante quanto hai amato, che quanto lo sei stato.

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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