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Mike Tyson e i rospi allucinogeni. L’ultima bravata dell’ex pugile

Tra poco tornerà sul ring per un incontro dopo 15 anni

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Come dimenticare il grande pugile Mike Tyson, probabilmente l’uomo più discusso del mondo della box, quello che durante un incontro con Evander Holyfieldnel 1997, staccò un pezzo di orecchio al suo avversario. A morsi.

Tra qualche giorno Tyson, 54 anni, tornerà sul ring contro Roy Jones Jr a 15 anni dall’ultimo combattimento, e come non riportare le parole di una sua intervista che lasciano intendere che, nonostante siano passati 24 anni da quel match indimenticabile, probabilmente la vena di follia del pugile non si è dissolta?

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Tyson e la droga

Se all’epoca del famoso incontro il suo  commento è stato che la sera in albergo aveva bevuto, si era fatto una canna ed era andato a letto, oggi fa di più e si è dato al veleno del rospo.

Come riporta il Nypost Tyson ha partecipato ad una conferenza sugli psichedelici e la medicina nella quale ha portato la sua esperienza:

L’ho fatto per sfida. Usavo droghe pesanti come la cocaina, quindi perché no? È un’altra dimensione. Sono ‘morto’ durante il mio primo viaggio Nei miei viaggi ho visto che la morte è bella. La vita e la morte devono essere entrambe belle, ma la morte ha una cattiva reputazione. Il rospo mi ha insegnato che non sarò qui per sempre. C’è una data di scadenza.

Poi spiega:

Prima di usare il rospo ero un relitto. L’avversario più duro che abbia mai affrontato ero io. Avevo una bassa autostima. Le persone con un grande ego hanno spesso una bassa autostima. Usiamo il nostro ego per sovvenzionarla. Il rospo spoglia l’ego.

Il cambiamento

L’ex pugile afferma anche di essere cambiato da quando usa questo tipo di droga:

Le persone vedono la differenza in me. Parla da sé. Se mi conoscevi nel 1989 conoscevi un’altra persona. La mia mente non è abbastanza sofisticata per capire cosa è successo, ma la vita è migliorata. L’intero scopo del rospo è raggiungere il tuo massimo potenziale. Guardo il mondo in modo diverso. Siamo tutti uguali. Tutto è amore.

Ed è talmente appassionato a questa esperienza da aver un vivaio di anfibi nel suo ranch in California; parliamo del Bufo alvarius, originario del Messico che secerne dalle ghiandole sulla schiena delle sostanze psicoattive.

Ora, nulla togliere al volersi migliorare, ma asserire che attraverso la droga, qualunque essa sia, si possa diventare migliori a noi sembra una cosa molto discutibile, e anche da sfigati.

L’unico modo per migliorare se stessi è attraverso la cultura e l’arte.

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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