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In Svezia il Museo dei cibi disgustosi, non adatto ai deboli di stomaco

All’ingresso forniscono un sacchetto per il vomito

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L’arte va conservata in tutte le sue forme, per questo fortunatamente in tutto il mondo ci sono i Musei, alcuni più noti come il Louvre di Parigi, altri un po’ meno ma non per questo meno importanti. Però, l’arte non è solo pittura e scultura.

Le forme dell’arte

Come non citare il famoso Museo delle Cere di Madame Tussaud di Londra, o i nostri stupendi Musei Vaticani, a Roma. Ma come detto esistono decine di Musei nel mondo, anche strani.

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Tra questi quello del Cibo Disgustoso, aperto a Malmö, in Svezia, pochi anni fa, che raccoglie cibi disgustosi, o ritenuti tali da alcuni, provenienti da vari Paesi. Pronti per questo viaggio gastronomico ai limiti dell’orrido?

I cibi più strani

Tra i cibi che possiamo ammirare, e annusare, troviamo il Balut, tipico piatto del sud-est asiatico che consiste in un uovo di anatra o gallina mangiato bollito, fecondato e contenente un embrione formato e pronto a schiudersi.

Oppure lo shirako, la sacca riproduttiva del merluzzo, insomma, il testicolo che contiene gli spermatozoi; una vera ghiottoneria giapponese.

Sempre dall’oriente arriva il Vino di Topo, per ottenere il quale si lasciano macerare dei topolini di non più di tre giorni di vita in una bottiglia di vino di riso per circa un anno. Consigliato dalla tradizionale medicina cinese alle puerpere.

Anche l’Italia fa la sua parte con il noto (e illegale ormai) Casu Marzu sardo, succulento formaggio cremoso la cui crema è prodotta dai vermi che se ne cibano.

L’angolo degustazione

All’ingresso di questo particolarissimo Museo al posto del biglietto offrono un sacchetto per il vomito, cosa molto frequente a quanto pare, soprattutto nell’angolo degustazione dove i più temerari possono cimentarsi con l’assaggio di alcuni cibi, dell’innocua liquirizia salata finlandese, passando per il succo di crauti per arrivare al su callu, ancora un cibo sardo che sarebbe poi lo stomaco del capretto contenente l’ultima poppata, dall’irresistibile sapore di vomito.

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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