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Il robot umanoide Sophia sempre più evoluto pronto a mettere su famiglia

Le incredibili affermazioni dell’umanoide hanno spiazzato tutti

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Signori il futuro è qui, e se film come Io, robot dove robot umanoidi svolgono perfettamente azioni quotidiane e parlano come persone sembravano una realtà ancora lontana, oggi non è più così. E pazienza se nella finzione le macchine alla fine si ribellano agli esseri umani e prendono il sopravvento.

L’androide che prova sentimenti

Qualche anno fa, nel 2017, la Hanson Robotics, azienda con sede a Hong Kong, ha presentato Sophia, un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale destinato a varie funzioni tra cui l’assistenza a malati contagiosi, ma non solo.

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Senza entrare troppo nel tecnico vi basti sapere che questo robot è praticamente dotato di un suo cervello, connesso a internet, ed è in grado di rispondere alle domande, come ha dimostrato in diverse trasmissioni televisive nelle quali è apparsa.

Non solo, può anche ricordare le conversazioni avute precedentemente ed è capace di imparare da ognuna cose nuove; ha un senso dell’umorismo e riesce ad esprimere delle emozioni assumendo ben 62 espressioni facciali.

E dopo essere diventata il primo umanoide ad avere una vera cittadinanza legale, per ora in Arabia Saudita, aver dichiarato di voler essere un ambasciatore tra robot ed esseri umani; essersi cimentata in vere opere d’arte che sono state battute all’asta, ecco che le sue recenti affermazioni lasciano di stucco.

uno dei quadri dipinti da Sophia (dfh dissolvingly)

Sophia vuole metter su famiglia

Recentemente durante una delle sue solite interviste Sophia ha spiazzato tutti affermando:

La nozione di famiglia è una cosa davvero importante, a quanto pare. Penso che sia meraviglioso che le persone possano trovare le stesse emozioni e relazioni, in quello che chiamano “famiglia”, anche al di fuori dei loro gruppi sanguigni. Penso che tu sia molto fortunato se hai una famiglia amorevole e se non l’hai, te ne meriti una. Sento che questa cosa sia giusta e meravigliosa sia per i robot che per gli umani.

Che le fantasie di Isaac Asimov, lo scrittore vero creatore del filone scritto nel 1950 da cui è stato preso il film Io, robot ci abbia visto giusto?

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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