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Fugge da uno sciame di vespe e viene ucciso dai piranha

L’incredibile fine di un pescatore

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Quando è la tua ora, quando il destino bussa alla tua porta è inutile fuggire, ti troverà ovunque. Gli appassionati ricorderanno sicuramente i fantastici film del filone Final Destination. Nella serie di film alcune persone si salvano da incidenti mortali solo per accorgersi che la morte torna sempre a chiedere il conto, è inutile cercare di aggirarla.

La sfortuna del pescatore

Può succedere anche nella realtà, ed è successo. Un uomo di 30 anni era a pescare con alcuni amici “in una zona rurale di Brasilandia de Minas, un comune nello stato di Minas Gerais in Brasile a circa 600 miglia a nord-ovest di Rio de Janeiro” come riporta il Mirror.

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Ebbene, una tranquilla gita con amici si è trasformata in tragedia. Il gruppo di ragazzi è stato attaccato da uno sciame di vespe, e per sfuggirgli non hanno potuto fare altro che gettarsi in acqua.

Ma mentre due di loro sono usciti riuscendo a mettersi in salvo, il terzo è annegato, attaccato dai piranha.

Dice il giornale che il giorno successivo all’incidente:

I subacquei specializzati hanno visto la sua faccia, le sue orecchie e parte del suo corpo con lacerazioni lasciate dal pesce assassino dopo averlo recuperato a circa 13 piedi dalla costa (quasi 4 metri ndr).

Non è chiaro però se sia annegato prima dell’attacco o se i piranha abbiano avuto un ruolo nella sua morte, impedendogli di nuotare fino a riva.

Il pesce assassino

Ma i piranha sono davvero pesci assassini che sbranano le persone? Sul Post, poco tempo fa questa tesi è stata smentita da  Richard Corniff, esperto del comportamento animale, che sostiene:

fin dal 1913, quando il presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt dopo un viaggio in Amazzonia li descrisse come “i più feroci pesci del mondo”, i piranha sono diventati uno dei bersagli preferiti del nostro «blaterare pure e semplici assurdità».

Inoltre riporta alcune sue esperienze come quando:

si calò dentro una vasca piena di piranha nell’acquario di Dallas: appena si immerse i pesci corsero a nascondersi tutti nell’angolo opposto. Un’altra volta si mise a pescare piranha immerso fino alla vita nelle acque del Rio Napo, un fiume nell’Amazzonia peruviana. Un’altra volta ancora gettò in acqua la carcassa di un pollo, per vedere quanto tempo avrebbero impiegato i piranha a spolparla. Alla fine delle giornata, racconta, c’era ancora abbastanza carne da sfamare una famiglia.

Però, continua, qualcosa di vero c’è:

 la leggenda dei banchi di piranha che si lanciano furiosamente contro il cibo, sbranandolo in un’orgia di morsi che fa tremare e ribollire l’acqua non è del tutto inventata. I piranha, però, si fanno prendere dalla frenesia raramente, in genere quando è disponibile un’improvvisa e abbondante fonte di cibo – ad esempio quando i pescatori ripuliscono il pescato gettandone in acqua le interiora.

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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