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Convulsioni e vomito dopo l’iniezione letale, ancora polemica sulla pena di morte

Un condannato a morte ha 15 minuti di agonia prima di morire

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Come più volte detto, è un argomento dibattuto la pena di morte, ci si chiede la reale efficacia come deterrente ai crimini e, nel caso dell’iniezione letale, se davvero sia indolore per il condannato e se nel  trapasso non avverta nulla.

Per questo ha fatto molto scalpore l’ultima esecuzione avvenuta in Oklahoma poco prima di halloween che ha avuto un decorso terribile.

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La scena agghiacciante

Era dal 2015 che in Oklahoma non si vedeva un’esecuzione, quando già alcune non erano filate lisce come avrebbero dovuto, finché anche quella di John Grant ha avuto esiti orrendi, a detta di chi era presente.

(Oklahoma Department of Corrections Photo via AP)

Grant si trovava in carcere per reati minori quando, nel 1998, aveva ucciso il dipendente di una caffetteria del carcere; per questo nel 2000 era stata emessa la sua sentenza di condanna a morte.

Tra i presenti all’esecuzione il reporter dell’AP Sean Murphy, che ha dichiarato sconvolto, come leggiamo su NessunoTocchiCaino:

Ha iniziato ad avere convulsioni circa due dozzine di volte, in tutto il corpo, e ha cominciato a vomitare. Il fluido gli ha coperto il viso e ha iniziato a colargli sul collo e ai lati del viso. Dopo alcuni minuti due membri della squadra di esecuzione gli hanno sommariamente asciugato il vomito dal viso e dal collo. Ho visto 14 esecuzioni, non ho mai visto niente del genere.

Il tutto per 15 interminabili minuti, che sono stati evidentemente pieni di sofferenza; solo allora il boia ha somministrato gli altri due farmaci previsti, quello per fermare l’apparato respiratorio e quello per fermare il cuore.

La questione sollevata riguarda appunto il primo farmaco, il Midazolam, che dovrebbe essere un anestetico antidolorifico e invece sembra non abbia gli effetti sperati; non sempre, almeno.

I precedenti

Nel 2014 ad esempio un altro detenuto, Clayton Lockett, dopo il Midazolam non si è addormentato ma anzi, pare abbia addirittura parlato con convulsioni e un’agonia di ben 43 minuti.

Invece nel 2015 Charles Warner dopo l’iniezione si è lamentato dicendo che il suo corpo stava andando a fuoco. Dopo la sua agonia, il rapporto dell’autopsia ha appurato che era stato usato il farmaco sbagliato.

È davvero necessaria la pena di morte, o non sarebbe meglio una pena alternativa?

Scritto da Nunzia G.

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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